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Dipartimento di

 
 

ALLEVAMENTO,IGIENE,PATOLOGIA DELLE SPECIE ACQUATICHE E CONTROLLO DEI PRODOTTI DERIVATI  

   

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Direttore: Prof.ssa Federica Bellagamba

 

Dei circa 167,2 milioni di tonnellate di animali acquatici prodotti annualmente a livello mondiale (FAO 2016), 20,9 sono destinati ad usi industriali e 146,3 al consumo umano. Di questi ultimi, il 50,5% provengono da attività di acquacoltura (73,8 mt) e 49,5% da attività di pesca (72,5 mt).

Il prodotto dell'acquacoltura mondiale risulta oggi più che decuplicato rispetto a quello accertato trent'anni orsono, a fronte di una crescita del pescato - nello stesso periodo - che si è fermata verso la fine degli anni '90. E' stato appunto il rapido contrarsi nel tempo del tasso di incremento delle catture, a partire dagli ultimi anni '60, ad accendere un sempre più vivo interesse per l'acquacoltura quale strategia complementare nei confronti della pesca, cui affidare una sempre più razionale e compiuta realizzazione delle potenzialità produttive dell'acqua. Di questo rapido sviluppo dell'allevamento acquatico è stata protagonista di spicco l'Italia: già oggi infatti la nostra acquacoltura fornisce annualmente circa 250.000 tonnellate di pesci e molluschi, corrispondenti al 50% della produzione nazionale di organismi acquatici.

Appare tuttavia sempre più evidente - nel nostro Paese come altrove nel mondo - che una ulteriore affermazione dell'acquacoltura e lo stesso mantenimento dei livelli produttivi da essa già conseguiti non siano ormai più prospettabili in assenza di specialisti adeguatamente formati ai quali affidare appunto il consolidamento e l'espansione di questo settore produttivo. Ora, non vi è dubbio che fra le figure professionali proponibili per dare orientamento e sostegno all'acquacoltura in questo suo cammino di sviluppo, quella del Medico Veterinario vanti titoli di particolare peso e pertinenza; in primissimo luogo per una visione dei processi biologici finalizzata in senso produttivo ed una approfondita comprensione del disturbo in essi indotto dai diversi agenti patogeni.

Questa pur fondamentale predisposizione scientifica e mentale del laureato in medicina veterinaria non va per altro assunta come una sua immediata, automatica idoneità ad operare con la necessaria competenza ed autorevolezza nel settore degli animali acquatici. Infatti, a fronte dei pur tanti e significativi fattori di affinità che legano indubbiamente fra loro le produzioni animali acquatiche e terrestri, stanno gli ancora più numerosi e decisivi fattori di diversità che fanno dell'acquacoltura un unicum inaffrontabile in assenza di un adeguato corredo di specifiche conoscenze ed esperienze professionali.

La Scuola di Specializzazione in Allevamento, Igiene, Patologia delle Specie Acquatiche e Controllo dei Prodotti Derivati è una scuola riservata a Medici Veterinari e mira a fare del medico veterinario un autentico specialista in “zootecnia acquatica” e scrupoloso conoscitore del controllo ispettivo e sanitario dei prodotti ittici.

L'iter formativo a tal fine approntato prende le mosse dai concetti fondamentali dell'ecologia acquatica, complessa disciplina attraverso la quale passa obbligatoriamente la comprensione dei processi produttivi acquatici, siano essi naturali o controllati dall'uomo all'interno di corpi d'acqua artificiali. Le conoscenze così conseguite vengono poi applicate alle specifiche individualità morfo-funzionali dei diversi organismi oggetto di acquacoltura.

Ne deriva una immediata ed autentica comprensione delle scelte tecnologiche proprie dei vari tipi di allevamento acquatico, sulle quali ci si sofferma adeguatamente rivolgendo una particolare attenzione agli aspetti strutturali e gestionali degli impianti, alle esigenze nutrizionali degli organismi allevati, alle problematiche connesse con la loro riproduzione.

Questo ampio patrimonio di concetti e di informazioni va tuttavia integrato da una approfondita conoscenza dei fenomeni morbosi che, con frequenza particolarmente elevata e conseguenze particolarmente gravi, mettono a rischio le attività di acquacoltura, pregiudicandone la convenienza economica; donde il grande rilievo conferito - nella programmazione della scuola – all’insegnamento dell'ittiopatologia, considerata in un'ottica di prevenzione, piuttosto che di cura, della malattia.

L'ineccepibile gestione igienica degli impianti, unitamente alla razionale alimentazione degli animali allevati, vengono presentate e illustrate agli specializzandi come la prima di una serie di garanzie di qualità predisposte - a tutela della salute e del benessere degli animali e della salute e dell'interesse economico del consumatore - lungo l'intera filiera produttiva degli organismi acquatici, passando attraverso le tappe successive della loro produzione, conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione. Non possono mancare in questo contesto gli approfondimenti sul controllo ispettivo e sanitario dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, che qualificano il medico veterinario come operatore di sanità pubblica nel comparto ittico, a garanzia del consumatore.

Garanzie, tutte queste, che trovano formalizzazione in un corpo di specifiche norme che sono anch'esse oggetto di studio approfondito da parte degli allievi, la cui attenzione viene debitamente attirata sulla peculiare dinamicità di una legislazione rapidamente rinnovantesi nel tempo in armonia con le disposizioni comunitarie e internazionali.

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